I Reunião Ibero Americana de Cineclubes

  • La Federazione Internazionale e l’America Latina

    28 novembre 2004

    Carissimi amici, carissimi compagni, ho pensato molto alle righe che vi scrivo in questa straordinaria occasione. Mi dispiace essere assente, ma sto per raggiungere i colleghi delle federazioni asiatiche per portare in giro in quei Paesi i film del nostro Presidente Gianni Amelio, che vi pensa e spera di essere con noi tutti l’anno prossimo. Io vi porto ufficialmente il saluto di tutta la Federazione Internazionale dei Circoli del Cinema a nome dei mie colleghi del Comitato Esecutivo.

    Oggi siete riuniti concretizzando il progetto che a giugno, durante una notte del Festival Internazionale dei Cine Club, abbiamo immaginato insieme. Noi latini siamo concreti e poeti, anche se molti non lo riconoscono.

    La Federazione Internazionale dei Cine Club inizia oggi, dunque, un nuovo cammino nel continente Latino Americano, nel continente che il Che ha descritto nei suoi diari come luogo unico ma pieno di diversità. La Federazione Internazionale ha bisogno del Continente Latino Americano. Noi dobbiamo compiere, da oggi, un altro salto di qualità come quello compiuto negli ultimi anni con la crescita del gruppo asiatico. La Federazione Internazionale deve proseguire con voi nel suo percorso decentratore, per togliere una centralità immeritata all’Europa, per affermare che non abbiamo bisogno di un centro, anche perché vogliamo essere eccentrici, diversi, in un certo senso sovversivi.

    Io ho visitato pochi giorni fa i compagni di Messico e Brasile, ed è  ancora forte in me il senso sincero della loro ospitalità, della loro apertura verso l’altro che è diverso e che proprio per questo è una ricchezza. Ecco, la diversità che i popoli presenti sulla terra ci possono dare deve diventare la nostra ricchezza di spirito, la nostra forza d’animo, la nostra voglia di non farci omologare, la nostra resistenza alle leggi capitalistiche del mercato. Noi possiamo accettare il mercato con le sue regole ma combattendo lo spirito capitalista/ consumista; noi dobbiamo creare con la nascita di nuove federazioni di cine club in tutta l’America Latina, in collegamento con quelle d’Asia, d’Oceania e d’Europa, e con quelle che spero nasceranno in Africa, una corrente di scambi, una circolazione alternativa di film, una circolazione alternativa di informazioni. Noi possiamo dimostrare che la distribuzione di film può avvenire in con tutti i tipi di film e che può consentire bassi prezzi di noleggio, quindi garantire una visione per tutti i cineclub, un pubblico per tutti i registi.

    Un pubblico che sa e che può scegliere avendo una vera varia offerta, un pubblico che non è costretto a comprare i prodotti pubblicizzati insieme ai film della grande industria del consumo; un pubblico che sceglie e capisce, che non consuma. Un pubblico che richiede qualità, che esige una informazione anche su ciò che i grandi canali di notizie non ci fanno sapere. Perché per noi è importante ciò che riguarda la nostra memoria, ciò che riguarda il destino di un piccolo popolo, ascoltare il suono delle lingue rare ma affascinanti.

    Un pubblico, dunque,che possa creare, inviare e ricevere una vera controinformazione, un pubblico artefice del suo destino culturale, artefice della sua formazione, cioè della sua libertà e indipendenza. Questa è la nostra caratteristica rivoluzionaria e pacifica; noi con la cultura cinematografica distribuiamo bellezza e coscienza, conosciamo identità, liberiamo comunità che non accettano l’individualismo accumulatore di ricchezza materiale. Noi siamo il pubblico che pensa e, quindi, come diceva Zavattini, il pubblico che è la pace.

    La Federazione Internazionale deve essere sempre di più la Federazione di chi crede nell’autodeterminazione dei popoli, nella dignitosa espressione di ogni identità, nella forza della pacifica conquista della propria libertà. Mai la guerra o l’embargo possono essere mezzi accettabili per nessuna ragione. Perché sono contro l’identità e l’autonomia dei popoli. Noi dobbiamo affermare sempre di più, nella Federazione Internazionale, l’attività cineclubbista come attività che possa essere svolta da ciascuna Federazione secondo la propria tradizione, ma che si indirizzi verso il comune intento di formare un pubblico, di creare canali indipendenti e alternativi di distribuzione e di informazione, ma anche di produzione. L’esistenza, infatti, di un pubblico capace e desideroso di vedere ogni tipo di prodotto audiovisivo, dà forza e coraggio anche alla libera e indipendente attività produttiva.

    Creare lavoro all’interno dell’attività rivoluzionaria dei cineclub è  la risposta migliore alla macchina mangiasassi del consumismo capitalista, a chi vuole i cineclub dei semplici replicanti del cinema “main stream” e del pensiero “Politically correct”, della lingua unica e dell’estetica dell’autore che vede il cineclub come altare qualificato per la sua definitiva divinizzazione. No, noi siamo per il pubblico autore del suo cammino nel mondo, laico nel pensiero.

    La Federazione Internazionale ha bisogno dei cineclub dell’America Latina che voi oggi rappresentate e che, speriamo presto, saranno sempre più  numerosi; ne ha bisogno per vincere le resistenze elitarie che nella vecchia Europa ancora ci sono e che rallentano il cammino di liberazione dalla mentalità e dall’azione coloniale. Ne ha bisogno per dimostrare con chiara concretezza che siamo tutti abitanti dello stesso mondo, che è rotondo, e non primo, secondo o terzo! Ne ha bisogno per affermare al suo interno l’idea del pubblico cineclubbista come una moltitudine di diversità che si sentono comunità e non come una folla di individui soli e uguali come una fotocopia.

    Vi chiedo, dunque, di appoggiare fino al prossimo Congresso della Federazione Internazionale, la riforma delle quote di iscrizione. E’ importante che ogni Paese abbia il diritto di essere membro della Federazione a pieno titolo e che abbia il diritto di pagare una quota corrispondente a una piccola parte del suo stipendio mensile più diffuso. La quota attuale, 260 Euro, corrisponde a un quarto dello stipendio mensile italiano più diffuso (1000 Euro). Allora è giusto che ogni Paese paghi un quarto del suo stipendio mensile più diffuso! Solo se tutti avranno diritto di voce e di voto la Federazione potrà seguire davvero la vocazione rivoluzionaria di cui vi parlavo prima e che so che è nei vostri cuori.

    Perciò  vi chiedo di accogliere con favore i risultati positivi delle mie trattative di alcuni giorni fa, al fine di organizzare il prossimo Congresso della Federazione Internazionale fra un anno proprio qui in Brasile! Vi prego di essere in tanti a fare richiesta di adesione alla Federazione Internazionale come Federazioni Nazionali entro i primi mesi del 2005, entro il Festival Internazionale dei Circoli del Cinema dell’otto-undici giugno 2005.

    A questo proposito vi annuncio che al Festival dall’anno prossimo ci sarà  una nuova sezione intitolata “Controinformazione e diversità”, composta da film prodotti e selezionati dai cineclub di tutto il mondo che diano un’idea di cosa è il mondo visto da tanti punti di vista e raccontato da tante lingue. Dobbiamo creare la CINN: Cineclub INternational Network! Per raggiungere tutti questi obiettivi e per averne anche altri e anche più ambiziosi, abbiamo bisogno di essere uniti, pur nella diversità delle nostre espressioni, delle nostre opinioni che si confrontano. Per concludere mi piace affermare che: “El Cineclubismo unido jamás será vencido!!!”

    Un caro abbraccio a tutti!!!

    Paolo Minuto
    (Vicepresidente Federazione Internazionale dei Circoli del Cinema)

    Carta de Matera, 2006

    Reunidos en Matera, Italia, en el marco del 8 Festival Internacional de Cine Clubes, los representantes de cine clubes, festivales de cine, federaciones, asociaciones y consejos nacionales de cine clubes, cinematecas y realizadores, emitimos la presente carta con el fin de dar a conocer nuestros puntos de vista así como nuestros objetivos.

    Reconociendo la diversidad de nuestros integrantes, así como de los procesos regionales de institucionalización de nuestras actividades de promoción y defensa del cine:

    1. Estamos a favor de la libre exhibición, distribución, documentación y realización de películas en sus soportes fotoquímicos y digitales, considerando todas sus técnicas y los formatos de corto, medio y largometraje, así como los géneros experimentales, de ficción y documental.

    2. Nos proponemos el intercambio de bienes artísticos audiovisuales así como la creación y divulgación de catálogos con el fin de estrechar la colaboración internacional a través de nuestras redes y circuitos sin fines de lucro.

    3. Reivindicamos la institucionalización de los cine clubes así como la extensión de la cooperación con organismos de preservación, difusión y promoción de la cinematografía.

    4. Nos pronunciamos por la recuperación de salas de cine así como la extensión de exhibiciones audiovisuales en espacios no convencionales.

    5. Realizaremos eventos a lo largo del año 2007 para celebrar los 60 años de la Federación Internacional de Cine Clubes (FICC/IFFS).

    Matera, 16 de junio de 2006

    &

    REUNIÓN IBERO AMERICANA DE CINE CLUBES

    7-11 de junio de 2005 – Reggio Calabria, Italia

    Participación:

    Argentina

    Cristina Marchese, Federación Argentina de Cine Clubes

    Brasil

    Antonio Claudino de Jesús, Consejo Nacional de Cine Clubes

    Cataluña

    Julio Lamagna, Federación Catalana de Cine Clubes

    Colombia

    Yenny Chaverra, Pulp Movies

    Cuba

    Rafael Martínez, Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba

    Ecuador

    Laura Godoy, Cinemateca Nacional de Ecuador

    México

    Gabriel Rodríguez, Cine Club Bravo

    Portugal

    João Paolo Macedo, Federación Portuguesa de Cine Clubes

    Uruguay

    Fernando Henríquez, Asociación de Cine Clubes del Uruguay

    Venezuela

    América Liuzzo, Cine Club Il Pettirosso, San Lorenzo/ Reggio Calabria, Italia

    Compilación y edición

    José  María Serralde y Gabriel Rodríguez Á./ Mundokino

    ARGENTINA

    Juan Carlos Arch – Presidente, Federación Argentina de Cine Clubes

    Cristina Marchese, Federación Argentina de Cine Clubes

    Argentina tiene una tradición cineclubista importante. Como en otros lugares, ésta ha tenido variaciones conforme a las sorpresas económicas. La última de éstas fue en 2001, cuando el quiebre económico afectó penosamente la actividad. Por ahora, las organizaciones se encuentran en etapa de remontar tanto las condiciones de cine clubes existentes, como de recuperar cine clubes que han cerrado al no poder sostenerse. La Federación trata de incentivar la continuidad de estos proyectos, y por ahora están trabajando para darle un marco legal en el gobierno. Para cumplir este objetivo, necesitamos el apoyo de instancias como el Instituto de Cine y Cultura de la Nación. Nunca se hizo un contacto antes con el gobierno para poder tener recursos y darle el lugar que corresponde a este movimiento. Para profundizar en esta situación, Juan Carlos Arch redactó este texto:

    Situación del cineclubismo en Argentina

    La realidad del cineclubismo en la Argentina deja, por un lado, un estado institucional sumamente inestable que hace muy difícil federar a los cine clubes y más aún poder enumerarlos; por el otro, el movimiento está en constante ascenso, aunque los cine clubes tengan un presente que hace que aparezcan y desaparezcan casi sin solución de continuidad. La causa de esta permanente mutación es de origen económico, ya que existen cientos de cine clubes que se manejan sin presupuesto ni tienen posibilidad de acceder a subsidios. Pero funcionan y esto es lo importante. Lo hacen con proyección digital y en el mayor número de casos, incorporando el debate. Estos cine clubes no suelen pasar de los cincuenta miembros. Sólo tres cine clubes funcionan en argentina con proyección constante en 35mm. Son los de Santa Fe, Rosario y Buenos Aires. Existe también una sala de arte y ensayo que funciona muy bien en Córdoba y ahora está haciendo socios, lo que lo convierte en cine club. Este organismo no es privado, como todo el resto, sino dependiente de la Municipalidad de esa ciudad.

    El problema

    No queda otra palabra para designar lo que sufren los cine clubes de gran parte de Latinoamérica y nos atreveríamos a decir, del mundo occidental. Y esto es la globalización imperante, que además de todos los cuestionamientos políticos que podemos hacerle, ha cambiado en nuestro país todos los patrones de programación habituales hasta cinco años atrás. Hoy el problema de la exhibición en 35mm. Deja de ser económico para ser operativo. Aunque es imposible pagar alquiler por sala y película, ahora por más que se disponga el dinero no se encuentran las películas. Las distribuidoras ya no tienen stock en sus bodegas, y de todo lo que se estrena, las copias pasan a otros países o bien se destruyen en un período máximo de seis meses. Mucha de nuestra programación en 35mm. Se debe al contacto con embajadas y el resto al Digital gracias al intercambio que se hace con editores, embajadas y coleccionistas privados. Creemos que la FICC debe impulsar este sector de su trabajo, impulsando el intercambio entre todos sus miembros y así asegurar, no solo el traslado de filmes sino la defensa de las culturas del mundo, amenazadas hoy por el modelo hollywoodeano.

    La defensa

    Para llevar adelante esta propuesta debe existir una cobertura legal. Esto es gestionar en cada país y en el caso nuestro, ante el MERCOSUR, el reconocimiento de los cine clubes como entidades culturales sin fines de lucro. Para garantizar la existencia real de un cine club están las federaciones. Deben ser autónomos y ser avalados por su propia trayectoria o la de sus integrantes. Este reconocimiento puede habilitar a las exenciones impositivas, a la obtención de subsidios y para gestionar la cesión de derechos para las películas, haciendo la gestión directamente con los productores. La importancia de los cine clubes en la actualidad nos parece de mayor peso cultural que la que se dio en los años de oro, en donde eran acompañados por un crecimiento de la cultura y la fuerza, ese querer cambiar el mundo que hacía que las artes se conviertan en un estímulo de permanente presencia. En nuestros años, la globalización imperante, la fuerza de la imagen como hecho mediático y la imposición de un lenguaje único que ha logrado que la libertad de elección sea solamente la del menú ofrecido, convierten a nuestras instituciones en verdaderos puestos de resistencia cultural. Esta situación, que se presenta en medio de una marcada declinación cultural, nos impone a los cine clubes ser difusores, hoy más que nunca de las culturas del mundo.

    BRASIL

    Antonio Claudino de Jesus, Presidente del  Consejo Nacional de Cine Clubes

    Durante los quince años de desarticulación nacional, el movimiento cineclubista continuó latente. Problemas políticos y económicos han causado cambios, pero el movimiento se ha encontrado ligado al movimiento social y ésa es la característica del cineclubismo brasileño: la relación con los movimientos sociales.

    Después de un año de rearticulación nacional coordinada por una comisión electa en 2003, en diciembre del 2004 se realizó la 25ava Jornada Nacional de Cine Clubes, con la participación de cerca de dos cientos grupos de dieciséis estados del país donde se eligió por unanimidad de los cine clubes participantes una directiva efectiva, compuesta por siete miembros efectivos y cinco suplentes, de doce estados brasileños, para un periodo inicial de su mandato de dos años, eligiéndome a mi como su presidente. La estructura organizativa del movimiento está compuesta por la Directiva del Consejo, por el Consejo de Representantes, compuesto por todas las regiones.

    Desde aquella ocasión, cerca de trescientos cine clubes entraron en contacto bajo el entendido que podrían existir más; y sabemos de muchos sobre los que no se tienen datos por los problemas de vinculación en el territorio. Se han contactado cine clubes de Amazonas ao Rio Grande do Sul, que proyectan desde canoas, en las velas de los barcos, en barrios de periferia y en favelas, en espacios metropolitanos y rurales, con espacios físicos equipados e itinerantes; son de algunas variantes del movimiento cineclubista brasileño.

    Para un organismo central, no es sencillo atender intereses tan diversos, y su representatividad no puede ser absoluta; es por esto que su principal ocupación es tratar simplemente de facilitar el trabajo de todos esos cine clubes. La gran mayoría funcionan en DVD, pero hay unos que utilizan 35Mm y 16 Mm.; otros trabajan descargando de Internet. Se han creado problemas legales referentes a los derechos de exhibición, y por el movimiento que esta actividad provoca frente a las “majors” y las redes de distribución y exhibición comercial.

    El Encuentro Iberoamericano de Cine clubes.

    Una semana antes de las elecciones del Consejo Nacional de Cineclubes, se efectuó lo que fue planeado como el Primer Encuentro Iberoamericano de Cine clubes. En la práctica, los países asistentes fueron sólo provenientes de Latinoamérica, y de esta forma se lograron avances importantes, como la redacción de la Carta de Río Claro, donde se propuso reintroducir la discusión sobre la legislación en apoyo a los cine clubes, frente los gobiernos nacionales.  Por otra parte, el Consejo Nacional de Cine Clubes redactó el documento para su reconocimiento legal.

    Trabajos en curso

    Las relaciones institucionales con el Ministério da Cultura y demás  órganos del Gobierno brasileño son muy cordiales y productivas, teniendo al Ministerio, a través de la Secretaria do Audiovisual, apoyando todas las actividades realizadas por el movimiento.

    Anualmente el Consejo organiza una Pre-Jornada a medio año, y una Jornada Nacional al final, en donde tienen lugar asambleas generales del movimiento.

    El recorte presupuestal del cerca de 50% de los recursos presupuestales del Ministério da Cultura, por parte del Ministério da Fazenda y la especulación por la renuncia del Ministro de Cultura, Gilberto Gil, afectó los proyectos desarrollados por la Secretaria do Audiovisual, en los que participaban cuadros formados en el cineclubismo.

    Se desarrollan negociaciones sobre marcos legales que tocan la actividad de la exhibición cinematográfica en el país. La Ley Audiovisual, por ejemplo, se encuentra en un punto de considerable avance aunque por ahora se haya detenido su votación. El Consejo busca levantar una ley cineclubística, y se está discutiendo sobre un instrumento legal que conlleve a un reglamento de cine clubes.

    Uno de los proyectos afectados por la situación vigente, es la demora en el cumplimiento del proceso de digitalización de películas fomentado por el Ministério da Cultura con vistas a montar un servidor de transmisión de cine digital para los cine clubes. Los materiales contemplados en este proceso son todos aquello producidos con recursos estatales, pero aguardarán a un mejor momento presupuestal. Otro proyecto que espera mejores condiciones es la implementación y apertura de una proclama para equipar salas de cine clubes para exhibir con formato digital. Estos proyectos están andando y se deben consolidar en el segundo semestre de 2005.

    Ahora, en conjunto con el Ministerio, se mantienen acuerdos con la Cinemateca Brasileira con el objetivo de digitalizar su acervo para exhibiciones en cine clubes. La situación en Brasil, en este momento, no es positiva. Las fuerzas nacionales han entrado en un bache, al igual que la economía del gobierno brasileño y sus relaciones internacionales.

    Como se ha dicho, los problemas con el presupuesto del Ministério da Cultura, han generado severos problemas internos que tocan las actividades del cine brasileño y consecuentemente de los cine clubes. El ministro levantará un blindaje para proteger estos procesos, pero aún así la problemática tardará un poco en superarse. El Consejo Nacional participa en varios festivales de cine en Brasil, y ha retomado la premiación de cintas con el Trofeo Cineclub realizando debates y oficinas de formación cineclubista en las diferentes regiones del país.

    En el ámbito de las relaciones con el cine brasileño, el CNC retomó su participación como miembro del Congresso Brasileiro de Cinema y con la Associação Brasileira de Documentaristas e Curtametragistas con vistas a crear copias de films para la circulación entre cine clubes. Varios proyectos se desarrollarán por los cine clubes y grupos de los Puntos de Cultura, Cine Club y Escuela, Punto de Encuentro Cineclubista, etc.

    En el campo de las comunicaciones, el Consejo mantiene una lista abierta de discusión en: cncdialogo@yahoogrupos.com.br

    Y un sitio: www.cineclubes.org.br

    Otras anotaciones El problema específico de que el cine club es una institución cultural, por tanto no comercial. Es por ello que la discusión sobre la propiedad intelectual y los derechos autorales de obras para exhibiciones culturales, no comerciales, no se debe dar en el ámbito de la Organización Mundial del Comercio (OMC), sino en el de la UNESCO, que debe dar su apoyo en el ámbito internacional, inclusive con recursos financieros para la consecución de sus objetivos. El cine club organiza y forma un público y pide la intervención democrática de un público. Se ha confundido con prácticas de exhibir simplemente.

    La Federación Internacional de Cine Clubes (FICC), debe servir como intermediario y buscar apoyar a los cine clubes en la búsqueda de soluciones para sus problemas estructurales. La ubicación de Brasil ayuda a promover el nombre de América Latina y el Caribe. Brasil, tiene esperanza en la organización de una entidad cineclubista representativa de América Latina y el Caribe, así como en el fortalecimiento de formas de integración Iberoamericana.

    CATALUNYA

    Julio Lamaña, Federación Catalana de Cine Clubes

    Cataluña es una zona pequeña,  hay cincuenta cine clubes ubicados cerca de Barcelona o de Gerona. La función es que, a parte de cine clubes universitarios, se sustituye el cine de autor que no llega a partes de estas dos ciudades; a través de ello llegan películas en versión original y la actividad del cine club es ésta.

    Algunos cine clubes organizan festivales o sesiones especiales infantiles o con programaciones alternativas. La federación funciona como oficina de servicio hacia los cine clubes. Es una organización que se encarga de la subdistribución de las películas, y la gestiona el alquiler a las distintas distribuidoras pactando el precio.  Como actividades puntuales de la federación tenemos el audiovisual infantil y se va a hacer una reunión dentro de poco.

    En Cataluña, una decena tiene en su programación habitual una línea de películas infantiles. Por lo tanto, la federación crea una red de interesados sobre este tema.  Pone a su disposición una dotación económica y recursos humanos para poder tener a diferentes ojeadores en festivales de animación que puedan sugerir material.  A partir de ahí la federación intentará conseguir la copia y moverse en ese sentido.

    Si se conocen películas de animación, se puede dar pista por ahí  a la línea de cine clubes que organizan muestras de cine. Además, se trabaja en la promoción de estos festivales editando un calendario repartido en una decena de cine clubes que organizan festivales.

    Trabajamos con la Filmoteca de Catalunya, y hasta ahora su tendencia era ser depositarios del material, y hacía poco por su difusión. La Filmoteca de la Generalitat de Catalunya está pasando el patrimonio a DVD. De momento tenemos diez sesiones programadas programando sesiones desde cine mudo hasta documentales, noticiarios de la guerra civil, etcétera, que la Federación Catalana distribuirá a través de otras entidades interesadas (centros cívicos, académicos, etc.)  Para conseguir estos títulos se contactará a la federación que ahora realiza un catálogo a este respecto. Todo éste es cine catalán y con esta estrategia, se consigue material para los cine clubes, y se obliga a difundir el patrimonio.

    Además, ofrecemos sesiones especiales a los cine clubes que muestran los materiales en DVD, una Bolsa de Cortometrajes (con la Escola Superior de Cinema I Audiovisuals de Catalunya (ESCAC) y el CEC), que buscan cortos de las escuelas de Cine. La ESCAC tiene momentos en el año en que exhiben nuestros cortometrajes.

    Dentro de la Federación Catalana, han catalogado 3000 ejemplares de carteles y la propuesta sería que nuestros viajes sirvieran para el intercambio de nuestros materiales. En Reos, por ejemplo,  en 1969 se proyectó  Los Olvidados, inaugurado por Miquel Porter y el cartel  pertenece al Centro de Lectura de Reos. Debe de existir un registro que permita después la identificación de las obras. Con el centro de Estudios Brasileños van a hacer un trabajo relacionado con el DVD, y existe una oferta de distribución de materiales chilenos así como una muestra de directores Catalanes; en el caso de los proyectos portugueses, se alquilaron los derechos y se tuvieron que pagar.

    Cines del Sur

    Lleva cinco o seis muestras, la última en Valencia. Se ha hablado mucho de esto, y constituye un catálogo de películas que busca demostrar que una serie de películas con una cierta calidad cinematográfica, puede ser distribuida regional y nacional e internacionalmente. En principio al sur de Europa y norte de África (sur de Francia, Cataluña, Valenciano, pero no toda España; Marruecos, Túnez, Líbano e hipotéticamente, en Croacia, etc.).

    En la segunda fase, se extendió el concepto que, más que entendido geográficamente, era una idea espiritual que demostraba militancia contra la imposición. Se englobaban productos de alternativa cultural y compromiso de exhibición pública. Por ahora no se ha hecho llegar a más gente; ya se demostró que era posible, pero ahora es necesario extenderlo internacionalmente para poder aumentar los lazos y los contactos.

    Publicaciones

    La FCC edita un boletín electrónico semanal electrónico y en la revista Blanc i Negre tiene una sección dedicada al cineclubismo. Esto solventa la falta de recursos del cineclubismo para editar una revista.

    Dos propuestas

    Sería bueno que se pudieran consultar los reportes anuales de cada país, por lo que, así como los catalanes cuelgan en internet  la memoria anual de su actividad desde 2002, sería bueno que lo hicieran el resto de las federaciones. Asimismo, podemos publicar allí las semblanzas de figuras clave del cineclubismo global1.

    COLOMBIA

    Yenny Chaverra, Pulp Movies

    El caso de Colombia es similar al de otros países ya que los cine clubes no están reconocidos como entidades legales. El gobierno no tiene claridad sobre los cine clubes. La Ley de cine no incluyeron a los cine clubes. Para que un cine clube pueda ser una entidad legal, se le ofrecen la asociación, fundación o corporación; pero algunas asociaciones funcionan así, como cine clubes.

    En Colombia, los cine clubes se han definido como entidades privadas, desde 1949, con el Cine Club Colombia fundado por un catalán, constituido por una reunión de amigos que pagaban para el autosustento y veían películas. Ese cine club se asoció con un teatro y cobraron exhibiciones. Hoy en día, la situación es distinta, la mayoría de ellos no cobran la entrada. Las exhibiciones son públicas, pero la mayoría no tiene figura legal. Son grupos de gente que trabaja en la ilegalidad por la exhibición pública. Definitivamente no se tienen recursos, por tanto muchos son cine clubes universitarios que prestan en teatros de la universidad. Otros cine clubes se asocian con salas, pues enriquecen sus programaciones. Es el caso de Pulp Movies, que en una sala de Arte y Ensayo, proyecta al lado de otros dos cine clubes. Ahora, el gobierno ha creado una figura que se llama Sala Alterna. Ellos pretenden que los cine clubes no legales, pasen a ser exhibidores, se matriculen y paguen una cuota. Eso quiere decir que los cine clubes se adhieran al formato de sala comercial.

    Uno de los problemas fundamentales son los derechos de autor. Los cine clubes han sido excluidos porque no pagan derechos de autor. En Colombia hay 7 distribuidoras, 3 muy comerciales y 2 de un cine más independiente. Con las distribuidoras comerciales, los cine clubes no han tenido contacto alguno. Con las independientes, el problema es el mismo, y por tanto poco pueden trabajar en 35 Mm.

    El estado no ha generado incentivos, por tanto no hay dinero para el alquiler de películas. Hay una Asociación Nacional de Cine Clubes llamada La Iguana, que ha tratado de hablar con el gobierno sin muchos logros. Han tratado de crear un circuito nacional de cine clubes para la distribución de películas por la cantidad corta. Pulp Movies compra las películas de su propio dinero. Muchos cine clubes exhiben lo comercial pero gratuitamente. Se asocian con Blockbuster y compiten con las salas sin cobrar;  esos cine clubes han sido formadores de públicos.

    Hay alrededor de 13 cine clubes asociados que pertenecen a las ciudades de Barranquilla, Cali, Pereira y Medellín, pero el organismo no ha sido eficaz. No hay un interlocutor y no representa al movimiento cineclubista. El fin ha sido la distribución pero no hay muchos logros. Los cine clubes producen un material escrito y actualmente hay 25 cine clubes en una universidad de Medellín, pero son muy transitorios y sin continuidad. Actualmente se está haciendo un censo nacional de cine clubes y ya compartiremos la información más adelante.

    A raíz de la crisis en la oferta de programación los cine clubes han abierto el concepto de exhibición a otras piezas audiovisuales, además del medio ó largometrajes. Pulpmovies creó la primera muestra de cine independiente, que resultó como un espacio para exhibir inquietudes, en las que el cine club está presente.

    CUBA

    Rafael Martínez, Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba

    La federación tiene 20 años, y es la primera vez que asistimos a una reunión como ésta ya que hasta ahora, un funcionario del Instituto Cubano del Arte e Industria Cinematográficos (ICAIC) es quien había participado. El secretario de la Federación Cubana tenía que ser un cuadro profesional del Instituto de Cine, hace dos años, hubo un cambio en el reglamento: los cineclubistas pidieron un representante para la Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba (FNCCC) y  el ministro de cultura escuchó la petición.

    Después de del trabajo de Mario Piedra2, fueron los 5 años de oro de la federación. Hubo un llamado “Período Especial” entre 1991 y 1996, y prácticamente la Federación Cubana desapareció. Quedaron doce o trece cine clubes en el país, lo que ocasionó que la federación cesara funciones. En 1996, Piedra reunió diez y ocho o diez y nueve cine clubes para reorganizar la federación pues no se había perdido el status legal que tenía ante el Estado y el Ministerio. Lo que se había perdido, era todo lo material; se perdió la sede, la cuenta bancaria, las relaciones internacionales y  a partir de 1996, se rescataron todas esas cosas.

    La problemática fue dura. Entre 1996 y 2000 se trató de reabrir la cuenta y la sede así como recuperar las relaciones internacionales. En 1997, el Instituto Cubano pagó la cuota a la Federación Internacional de Cine Clubes (FICC) y participó en su jurado del Festival de Tesalónica con Rafael Acosta, también cuadro profesional del Instituto. Al igual que Mario Piedra, avanzó el proceso, pero no se pudo reabrir la cuenta de la federación. Por ahora, el ICAIC ha ido vetando la reapertura de la cuenta. Antes de salir a este encuentro, tuvimos una reunión con la Directora de Asociaciones del Ministerio de Justicia, y todo se va a reconstituir; la sede está todavía por reubicarse, pero por la Ley de Asociaciones de Cuba, se nos tendrá que asignar un local.

    En estos momentos, después de veinte años de ser un departamento del Instituto Cubano, se está logrando cierta independencia. El hecho de que la federación esté representada por un cineclubista como presidente es un signo de que se ha democratizado. El ICAIC podía poner un presidente, pero hemos luchado para modificar estatutos, y ahora debe ser un cineclubista elegido por voto directo.

    Éste es un momento histórico para el cineclubismo cubano. La Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba tiene un crecimiento por el trabajo de rescate y modificación de atención a los cine clubes en Cuba, desatendidos antes sin una cuenta bancaria, y sin la posibilidad de un control financiero detallado. Cada cine club pagaba una cuota fija. Ahora en la federación, cada cineclubista pagará doce pesos al año, pero es un hecho simbólico para que cada cineclubista pague a la federación.

    En Cuba existen cuarenta y nueve cine clubes distribuidos por las catorce provincias en el municipio especial. Hay tres provincias: Guantánamo, Municipio Especial Isla de la Juventud, y Cielo de Agua, que no tienen cine clubes. Cuba está dividida en provincias contempladas en los estatutos interiores. El territorio occidental abarca veinte cine clubes con 269 afiliados, de los cuales, doce cine clubes conjugan la apreciación con la creación cinematográfica. En el territorio central: Villa Clara, Cienfuegos, Sancti Spíritus, Camagüey, con diez y seis cine clubes de 311 afiliados y diez de ellos producen obra. En oriental: Holguín, las Tunas, Granma y Santiago de Cuba con trece cine clubes, 279 afiliados y nueve de los trece se dedican a la creación conjugada con la exhibición. En el territorio de 829 afiliados, 31 de ellos crean.

    El 4 de mayo de 1985, la Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba se inscribió en el registro oficial de las Asociaciones y goza de todos sus derechos y obligaciones. Éste es el momento más difícil de lograr, en Cuba existe el temor no infundado, de que las organizaciones puedan ser utilizadas por el carril 2 de la Ley Helms Burton para financiar actividades anti revolucionarias.

    El Festival de Cine Latinoamericano de La Habana tenía un jurado de la FICC. Se correspondía con la relación de Mario Piedra con la institución cubana de cine, en el momento en el que la dirigía Alfredo Guevara. Mientras que se permitiera una reunión del ejecutivo de la FICC, se hacía así un jurado del Premio Don Quijote. Después del Período Especial, se relajó la situación y no se ha rescatado. Con la visita de Paolo Minuto a Cuba en noviembre de 2004, se reactivaron los contactos con el Instituto de Cine, se rescataron jurados en el Festival de Cine Latinoamericano y en el Festival de Invierno 2004, que auspicia un cine club, organizado por cineclubistas que tienen el apoyo gubernamental en la provincia.

    Eventos

    La Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba, auspicia con organizaciones institucionales, 3 eventos fundamentales. Nos habían dispuesto hasta ahora un presupuesto de 38, 400 pesos cubanos para el cual solicitaron 105, 000.3 Es lo que recibimos este año para nuestros propios gastos. Porque sí costeamos la logística y  los eventos. Entre el 1 y el 5 en Matanzas, se celebraron los veinte años de la federación, que pudo poner 8000 pesos cubanos para el festejo. Los gobiernos en las provincias no sólo aportan, ahora también la federación da apoyo financiero y se fortalecen más los eventos.

    Festivales

    El Cine Plaza, lleva más de 20 años, nació con la Federación Nacional de Cine Clubes de Cuba y tiene un carácter muy abierto. Participan profesionales y cineclubistas. Tiene un carácter competitivo. Es de creación cinematográfica, aunque no existe un evento teórico. Este año con el financiamiento se podría situar un taller nacional de apreciación cinematográfica con todo pagado para veinte cineclubistas del interior. Después de varias razones de rediseño, esta oportunidad desapareció para los cineclubistas del interior. Queremos rescatar de nuevo para que los cineclubistas del interior vengan a medir sus obras y se pueda aquilatar la experiencia y todos ganen en ese conocimiento.

    El Festival de Invierno del Cine Club Cubanacan se constituyó en el Festival Nacional de la FNCCC, en homenaje al Cine Club Insignia, cuyo presidente fue el primer presidente cineclubista de la federación: Miguel Ángel Cecades Martínez, fallecido el pasado año, quien preparó el Festival de Invierno para ser seguido por Rafael.  Éste fue el autor intelectual del Cine Club Saúl Yelín4, en Cienfuegos, nombrado así por el primer embajador del cine cubano, fundador del ICAIC y primer jefe del departamento de relaciones internacionales del Instituto Cubano de Cine.

    En este festival se concibió un evento teórico y compiten obras de los cineclubistas exclusivamente. En el caso de este encuentro de cine clubes, tiene un carácter provincial que antes era nacional, pero para que los eventos sean nacionales tienen que tener un financiamiento en divisas convertibles. El gobierno de la provincia no tiene esa posibilidad, pero sigue teniendo pese a eso, el carácter nacional. Ahí se celebraron los festejos por los veinte años. Este evento no es cerrado, y se le agregó la modalidad del Concurso de Moderadores; el jurado está integrado por personalidades del cine y de la cultura del país.

    Archivo

    Cuando desapareció la federación en 1991, también se perdió su sede física y los libros de control y el archivo completo fueron a parar al cuarto de las papas del ICAIC. No están perdidos, pero están entre un millón de libros. Por un interés del Ministerio de Justicia, se ha quedado en que la primera quincena de julio se deben actualizar los libros y recuperar la documentación. Olga Oteriño fue secretaria de Mario Piedra, y ha dicho que los libros son rescatables.

    El archivo fílmico de la federación, nunca existió a nivel nacional. Cada realizador que trabajaba una obra, era responsable de custodiar esa obra. Los cine clubes como tales, tuvieron un lugar donde se archivaron esos trabajos. El Cine Club Cubanacan tenía un lugar en la Casa de Cultura de Villaclara, y al desaparecer su sede ahí, desparecieron las películas. Casi toda la producción de filmes se ha perdido. No hay documentos fílmicos sobre la federación, salvo un documental escueto, con un cine club de referencia en Caibarién.

    Distribución

    Cómo se consiguen las películas: con la Cinemateca y con el ICAIC, que tiene bóvedas en video en las provincias. La relación con los centros provinciales de cine es muy buena. Los cine clubes utilizan las salas de cine del instituto y utilizan su bóveda. Alguna que no exista, se gestiona con el ICAC central, con la Escuela Internacional de Cine, o con la unidad de Octavio Cortázar. Resulta difícil conseguir materiales de difícil circulación, pero el problema puntual es que la federación pueda solventar este problema.

    Trabajamos con la embajada de España y con la Embajada de Italia que han abierto las puertas. Esta última a partir de la visita de Paolo Minuto. El Departamento de Relaciones Internacional ha concedido el permiso para poder aceptar las invitaciones de ambas embajadas. Hay relaciones que se mantienen con México.5 El Cinemazul se efectúa en las Tunas, y sólo se llevan obras a debatir y tienen como premisa que quien participa debe ser un moderador en un evento competitivo. La periodicidad de los eventos es anual. No co auspiciados por la Federación, pero dirigidos por los centros provinciales, están los eventos Provinciales.

    Publicaciones

    No tenemos una publicación, más que una publicación electrónica que hicimos en 2004, a raíz del 44 aniversario de la Revolución. Tenemos dificultades porque no tenemos computadoras.  Nos donaron un ordenador y vamos a trata de establecer un boletín electrónico y una página Web.  La intención es crear la página a través de Mundokino para que se integre a la idea y dirección. El único boletín en el cineclubismo de la isla, es el de Cubanacán y sale cada año. No obstante ya se gestionan recursos para una publicación de la federación con colaboradores importantes. No es lo mismo las memorias de la federación que el archivo de la Cinemateca.  Se comunicarán con la Cinemateca de Ecuador.

    Salas

    No poseemos una sala de cine propia. Hay una sede potencial,  es la oficina de un vicepresidente de la UNEAC, la oficina de Octavio Cortázar. La primera donación física a partir de los cineclubistas fue a través de una donación de País Vasco (ordenadores, videos, etc.). Utilizamos las salas del Instituto Cubano de Cine, como las salas de video y los videoclubes; salas que funcionan con paneles solares, un monitor con una casetera y un pequeño staff para veinte lunetas. La propuesta de Fidel en esto, es llevar el video a todos los rincones. Se utilizan las salas de video del Organismo de las Juventudes Comunistas de Cuba, que mantienen salas de video enmarcadas en diferentes localidades que ofrecen un servicio local en la población. Hay salas de video abordadas por la recepción cubana, cuya recepción del trabajo es importante. La sección de apreciación, se efectúo en uno de estos clubes de jóvenes.

    Las cooperativas en Cuba tienen su sala de video propia, y también están trabajando en función de crear cine clubes y videoclubes en esos lugares. A través de la bóveda se está suministrando una cuota de películas a esas cooperativas, y la intención es fomentar una rede de videoclubes y capacitar moderadores que sean capaces de adiestrar a las personas en el conocimiento de la importancia que tiene el cine, y  cómo valorar la obra en el punto de vista estético en este caso.

    Gracias a la Unión de Escritores de Cuba, tenemos internet las 24 horas del día.

    Existe un sitio que tiene todo lo referente a cine: http:// cubacine.com

    ECUADOR

    Laura Godoy, Cinemateca Nacional de Ecuador

    En el Ecuador, los cine clubes han tenido que atravesar etapas muy difíciles, al igual que todo lo relacionado a la cinematografía como factor cultural, pues no existe una Ley de Cine que fomente la producción cinematográfica e incentive la creación de cine clubes. Las iniciativas han sido privadas o vinculadas a instituciones culturales, administrativamente autónomas como la Casa de la Cultura y las Universidades.

    En 1956, el Cine Club de Quito inició sus actividades, dirigido por el escritor Jorge Enrique Adoum. En 1957, surgió el Cine Club del Centro Católico Ecuatoriano de Orientación Cinematográfico, organizado por Ernesto Proaño y Luis Campos Martínez para estudiantes de colegios y universidades católicas.

    En 1964, nace el Cine Club Cultural, por el escritor Fernando Tinajero. En 1966, se inauguró  el Cine Club de la Crítica, organizado por el Diario El Tiempo de Quito, dirigido por los escritores Hernán y Edmundo Rodríguez Castelo. Ulises Estrella, cineasta, poeta, promotor cultural y actual director de la Cinemateca Nacional de la Casa de la Cultura Ecuatoriana, incursionó en la conformación de cine clubes en el país con sede principal en Quito, actividad en la que se mantiene. Crear una cultura cinematográfica ha sido su reto y ya son dos generaciones las que se han favorecido de este trabajo que permite una mayor valoración de las imágenes en movimiento y sus creadores.

    Dirigió  el Cine club Universitario (1967-1979), dentro de la Universidad Central de Quito con el principal objetivo  de orientar al público hacia la comprensión del cine como arte y transmisor fundamental de cultura, con un radio muy amplio de difusión para diversos sectores del público de Quito y con extensión de sus trabajos en el resto del país. Era el promotor de las actividades de educación cinematográficas en el país, que en1979 se disolvió por problemas políticos de la Universidad Central. Como representante del Cine Club Ciudad de Quito (1980-1993), Estrella estuvo presente en el Primer Encuentro Latinoamericano de Federaciones Nacionales de Cine Clubes, realizado el 31 de enero de 1981, en la ciudad de Maracaibo, Venezuela donde se creó la Confederación Latinoamericana de Cine Clubes y organiza un importante evento, el  Primer Encuentro de Cineastas de la Sub región Andina, con una respectiva muestra fílmica y la reunión de delegados de Cine Clubes del área para la coordinación de trabajos comunes entre los cineclubistas. También impulsa el Cine Club de la Fundación Siglo Cine, 1996-1997.

    En las universidades, especialmente en las facultades de Comunicación y Literatura se han formado cine clubes a partir de alguna cátedra o iniciativa académica que se han caracterizado por su intermitencia. En Quito existe la Sala de Cine Ocho y Medio, que tiene programación de alternativa, pero no tiene características de Cine Club.

    Cinemateca Nacional y su cine club

    La Cinemateca Nacional de la Casa de la Cultura Ecuatoriana es la única institución que sigue promoviendo la actividad cineclubística, realiza las programaciones de Cine club quincenalmente con una apropiada selección de filmes, los cuales son presentados y debatidos por Christian León Director del Cine Club. Se  aplicó el novedoso sistema “Cine y Libros”, que consiste en comprar un libro editado en la Casa la Cultura Ecuatoriana con el costo de 2 dólares. El cineclubista paga entonces una entrada mínima y disfruta de su libro y de su sesión de cine. Se han realizado las siguientes temporadas:”Cinco maneras de hacer cine” 2000; “Cine Club, Temporada” 2001-2002; “Caligrafías del Siglo XX” 2002-2003; “Cine Para Pensar” 2004, “Europa, la Crisis Interior” enero-julio 2005

    Hemos  recibido donaciones de equipos y filmes de  las Embajadas de España, Gran Bretaña, China, República Checa, Alemania, UNICEF, de Distribuidoras cinematográficas y con  la adquisición de filmes clásicos a la Fundación Cinemateca de Venezuela, las mismas que ha servido para el trabajo del cine club y actividades que se han desarrollado con Centros Infantiles, escuelas, colegios, universidades e instituciones culturales. La Cinemateca Nacional exhibe y difunde expresiones de cine arte al programar, junto a embajadas y cinematecas del mundo, ciclos, muestras, retrospectivas de distintos países. Desde 1997, se estableció la Muestra Iberoamericana de Cine Cultural, cuya Novena Edición, se realizará en noviembre del año 2005 en Quito en la sala de cine Alfredo Pareja Diezcanseco (35mm.), que cuenta con 350 butacas  y el auditorio Benjamín Carrión (16mm. y vídeo), con capacidad para 120 personas, realiza seminarios, cursos, conferencias y talleres.

    En 2004 se estrenaron dos largometrajes: Mientras llega el día de Camilo Luzuriaga y Crónicas de Sebastián Cordero en formato de 35 milímetros. La producción nacional en video especialmente de cortometrajes ha tenido un gran impulso en los últimos años. Estamos abiertos con nuestros espacios para difundir y promover la producción cinematográfica iberoamericana y poder realizar intercambios.

    MÉXICO

    Gabriel Rodríguez, Cineclub Bravo

    En México no existe una federación de cine clubes, aunque existan grupos trabajando en muchas regiones del país; hoy en día nos preguntamos si la  federación es el marco legal correcto. El Cineclub Bravo (CCB) edita el boletín Zavio y comenzó sus funciones del año 2005 en un espacio alternativo en el centro de la ciudad de México, con programación mensual. Paralelamente, asesoramos a un grupo parlamentario para proponer al Congreso de la Unión la iniciativa de un decreto, que reconozca en las cámaras y refleje en la Ley el concepto de cine club, ya que esta figura de exhibición sin fines de lucro, ha estado dentro de las instituciones en distintos momentos sin ninguna legislación.

    Como CCB serviremos de conexión institucional hacia afuera de México y al mismo tiempo dentro del país. Hemos estado hablando a nombre de las federaciones internacionales, con los exhibidores al interior del país y en alguna forma hemos podido vincularlos ante la Filmoteca de la UNAM y el Instituto Mexicano de Cinematografía (IMCINE).Los trabajos que también nos competen a nosotros, tocan el terreno de generar el sitio de encuentro; hay una necesidad de colaboración y en ese sentido, nuestro desarrollo en internet (tanto del sitio del CCB como Mundokino) busca agilizar y diversificar las formas de difusión y documentación del cineclubismo.

    PORTUGAL

    João Paolo Macedo, Federación Portuguesa de Cine Clubes

    En Portugal se ha logrado conseguir la inclusión de dos artículos sobre la exhibición no comercial donde se mencionan los cine clubes. Toda la legislación conectada con el cine, va a cambiar después de la aprobación de esta ley.  Todavía no está reglamentada, pero está disponible en http://www.icam.pt

    La Federación Portuguesa de Cine Clubes me nombró su representante en el consejo consultivo del Consejo Consultivo del Instituto. En este momento, estoy intentando conducir la discusión que ya ha comenzado, sobre la reglamentación de la Ley de Cine y creando un reglamento especial para la actividad de los cine clubes., que me parece lo más importante.

    En lo que toca a la distribución, por el problema económico, hay muchos cine clubes que proyectan digitalmente, pero en unos 23 ó 24 están proyectando en 35Mm. El problema es el acceso a los materiales, pues la mayoría trabaja con la distribución comercial aunque marginal. La Cineteca Portuguesa no funciona como distribuidora, y ese es un punto que comparten Argentina, Ecuador, Brasil y Uruguay.

    En Portugal comienza una red de cines digitales, que en mi opinión ha sido la mejor maniobra del Instituto do Audiovisual e Multimedia (ICAM). Se trata de una sala online, como servidor de cine.  Las condiciones de proyecciones son muy buenas, en audio e imagen digital. Se están creando las condiciones. Hay una sala en Porto, Lisboa y Tavira. Es un sistema que tiene muchas posibilidades. La propuesta es que el instituto adquiere los derechos con las distribuidoras, hace la digitalización para el servidor, y después se puede descargar la película en otro servidor de la sala. Es un sistema de la India.  El problema es la diversidad de películas ya que todavía no se saben cuántas y cuáles van a estar disponibles.

    Considero que el potencial es grande. La disponibilidad física de la película, la calidad de imagen es la misma en la misa sala. Esto se está comenzando con cine portugués y latinoamericano pero  en este momento no están involucrados los cine clubes ahí.

    Hace 3 años ó 4 años, por vía del ICAM, comenzó un proyecto para dividir y destruir la gente de cine clubes. De alguna forma con la buena intención de la promoción del cine portugués, latinoamericano y africano este año. Se ha creado un concurso para la exhibición de este grupo de películas. Aunque la intención original tenía la promoción de la actividad de cine clubes, destruye la unidad en la práctica. Esto representa un desafío.

    Hace dos meses convocamos a un encuentro de cine clubes, y sólo asistieron la mitad.  De facto, las ligas de los cine clubes se han debilitado, pues una mitad está en el proyecto y el resto no. Después de 25 años de cine clubes, se buscaba hacer la fundación de la federación, el razonamiento institucional y la interacción con otras instancias en Portugal e Europa. Se comienzan a tener resultados, más, el funcionamiento en red de los cine clubes y la red con las federaciones es muy deficiente.

    La idea de reforzar los lazos de nuestro grupo, es fundamental. Considero que es importante comenzar a pensar desde el punto de vista político: en Europa, existe un programa de potencialidades que se pueden aprovechar más en este momento por la parte Americana del grupo que por Portugal y España. Si la Federación Argentina, por ejemplo, se dirige a la Comisión, se pueden gestionar movimientos con el cine Europeo de manera sencilla.  Eso podría ser un punto de partida importante.  Hace dos días, hablé con una traductora para saber cuánto podía costar la traducción de una película.

    Cuatro Euros traducida en Betacam digital, va a costar poco más de 500 Euros.  Podría hacerse en distribución BETACAM para los cine clubes. La cuestión principal que hay que resolver, es cómo financiar esto. Pero en el grupo de lengua española –con algunas diferencias-, es más sencillo tener una película subtitulada que puede comenzar a circular, como ya sucede en Argentina donde se dona el documental para distribuirse por internet.

    Otra información  no está como lo desearía, un nuevo sitio Web de la federación portuguesa que son www.fpcc.pt Además, anuncio que llegará la revista Cinema que después de 3 años sin publicar se publicó en noviembre y será publicado en portugués y en inglés. Solicita una colaboración que para cubrir las noticias de la federación internacional. Textos hasta de 4000 caracteres. Ensayos, reseñas, noticias sobre cada uno de los países. Con algunas diferencias, el objetivo es publicar 4 números al año y posteriormente me gustaría que fuera mensual.

    Cuando hablo de exhibición no comercial, no es sólo cine clubes, pero también otras exhibiciones en Portugal que ocurren fuera del circuito comercial de cine, ligadas a asociaciones y escuelas que no son cine clubes. En Portugal, uno de los más antiguos cine clubes, nació por aprender a producir. Por ejemplo, un cineclub se especializó de esa forma en animación.  Necesitamos organizar y orientar a los cine clubes en esa actividad de producción y de formación. Esa actividad sustentó en su momento la formación, pues la escuela de cine se fundó hasta los años 70; la escuela del Cinema Nuovo, fue fundada por una película que nació en un cine club y gran parte de la crítica cinematográfica en Portugal estuvo en mano de los cine clubes. Hay una tesis de una revista Imagen, de los años veinte, donde los participantes del cine de ficción defendían la existencia del cine club. Esa tesis se publicará en la revista de la federación.

    URUGUAY

    Fernando Henríquez, Asociación de Cine Clubes del Uruguay

    La Asociación Uruguaya no ha comenzado a funcionar. Es una ventaja, hasta cierto punto, porque las observaciones de la reunión latinoamericana pueden mejorar el posicionamiento del equipo uruguayo. Ya redactamos nuestros estatutos, aunque no han sido legitimados por la asociación. Uruguay tiene una gran trayectoria de cine clubes desde 1930. Hay varios que han ido cerrando por circunstancias culturales. También, después de 175 años de gobierno independiente, un gobierno de izquierda ha asumido la presidencia. Los cambios suceden, pero no han habido cambios de trascendencia. En la Ley Cinematográfica puede haber datos sobre cine clubes, pero eso puede averiguarse un poco después. El gobierno de izquierda tiene la mayoría del parlamento por ahora.  Hay nuevas expectativas. Ha sido creado el Fondo Nacional de Audiovisuales (FONA) que puede que tenga fondos de Ibermedia. Además hay un auge en la función cinematográfica, porque Uruguay ha comenzado a ganar concursos. Es una coproducción con Argentina, y hay bastante.

    Consideremos que existe la realidad de Montevideo como capital y la del interior. Por lo que la posibilidad de que surja una organización de cine clubes, seguro surgirá por el interior y no por la capital. En Montevideo existe una Cinemateca Uruguaya. Por ahora es uruguayo el presidente de las Cinematecas Latinoamericanas y es tan grande la expansión de la cinemateca, que no permite que en Montevideo existan cine clubes. Su archivo tiene 11, 500 títulos, de los cuales 2, 300 son uruguayos, y hay materiales desde 1898.  Es uno de los pocos países con registros cinematográficos juntos.

    Ayer acaban de comenzar un proyecto de enseñanza secundaria, donde la cinemateca puede programar para profesores de secundaria. Existe el Cine Universitario que trabaja como cine club con 3 000 socios, y el Cine Arte del SODRE, el servicio de Radiodifusión eléctrica; posee un canal estatal. Como se ve, muchas cosas son estatales.

    Con respecto a la marcha de ACCU, una organización en vías de consolidación, hay 13 cine clubes asociados: Nueva Helvecia, Rosario y Rocha, en el otro extremo del país y de mejores condiciones (fundado en 1952). Están trabajando en una sala comercial, 4 días a la semana, y el resto de los días se exhibe programación estándar.

    El Cine Club Nueva Helvecia se fundó en marzo de 2005, trabajando ya con exhibición, tienen asociados, no se paga por ello, y se están implementando los talleres de cine. Trabajan con la escuela de Malcine (de Maldonado), cerca de Punto del Este.

    El Festival de Punta del Este es de tipo comercial, lo organiza la Comuna de Punta del Este con gente de Buenos Aires, del Festival de Río de la Plata.

    Estos son dos portales importantes del cine uruguayo:

    http://www.arte7.com.uy y http://www.urucine.com

    VENEZUELA

    América Liuzzo, Cine Club Il Pettirosso, San Lorenzo/ Reggio Calabria, Italia

    Se han hecho pasos para atrás, ya que hubo una Federación Venezolana que no existe, pero en otro sentido, Ecuador compra videos a la cinemateca venezolana.  (http://www.cinemateca.org.ve), es una fundación en la que se han incluido varios cines en Caracas. Muchos cines han desaparecido y los que han quedado se han afiliado a la Cinemateca, y con ella programan desde el acervo de la misma; hace unos días presentaron el Festival Itinerante de Cine Francés, pero todo lo que pasa por la Cinemateca, pasa de largo. La fundación CELARG, con sede en la casa del escritor, funciona hacia adelante trabajando con las actividades de cine y tiene el sitio: http:// www.celarg.com.ve.

    Gabriel Rodríguez

    CCB/MKN

    A nivel de los antecedentes del grupo latinoamericano en la FICC, a principio de los noventa, el venezolano Benjamín Billares que vivía en Cataluña, representó al Grupo Latinoamericano. En los primeros encuentros de los años ochenta, él mantuvo información y se encontraba en mayor contacto con la FICC. Gran decepción el que haya perdido el contacto el grupo venezolano. En Caracas se edita la revista Encuadre, y actualmente hay bastante avidez. Existe una Federación Venezolana de Cine Clubes, que tenía incluso una oficina. Por ahora la Federación quedó sólo de nombre y las leyes cambiaron. Hay cine clubes que proyectan en los barrios, con un proyecto llamado Cine bajo las estrellas, apoyados por la Cinemateca. Hay una burocracia oficial, pero hay un criterio y jóvenes en movimiento.

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